Obiettori di coscienza Israeliani – I’m a schminist 0
Documentario sul recente attacco nella striscia di Gaza, realizzato da attivisti dell’ International Solidarity Movement e del Free Gaza Movement presenti nella striscia al momento dell’attacco.

Primo post dell’anno. Non si è ancora spenta l’inutile eco dei botti di capodanno ed eccoci qui, ancora a parlare dei nostri “soliti” temi: uno su tutti la guerra.
La mostra (alla quale ovviamente molti di noi non possono prendere parte, né come visitatori né come artisti visto che si tiene a New York) Artists against the war organizzata dalla Society of illustrators americana, ci ricorda due cose: che le guerre occidentali in Iraq ed Afghanistan sono ancora lì, e che nel Darfur, in Somalia, in Birmania e nel Kenya ci sono ancora orrori irrisolti (e guai a parlarne nei media tradizionali) e che da noi in Italia non è molto comune utilizzare forme di comunicazione alternative per denunciare gravi problemi sociali, ma al contrario è piuttosto comune usare i mezzi di comunicazione tradizionale per anestetizzare il pubblico con sordidi fatti di cronaca.
The Society of Illustrators in collaboration with The Nation Presents Artists Against the War
Opening reception: Wednesday, January 9th, 2008
6 – 9 pm
128 East 63rd, New York City
RSVP 212.838.2560

Army of none è un libro sull’anti-reclutamento e contro la guerra scritto dalla veterana Aimee Allison e David Solnit che si occupa di “organizzare una giustizia globale”. Curato nel design da Jason Justice, composto da 224 pagine ed oltre 90 tra foto ed illustrazioni. Army of none espone la vera storia dietro il reclutamento militare negli USA, ed offre guide, strumenti e risorse per contrastare la militarizzazione dei giovani americani.
SEVEN STORIES PRESS
New York • 2007
ISBN 978-1-58322-755-8 • $14.95
Quando a John Lennon fu chiesto: cosa dovrebbe fare Nixon per far finire la guerra in Vietnam, lui fissò incredulo la telecamera e rispose: “dovrebbe dichiarare la pace”.
Credo che nella sua meravigliosa semplicità, il messaggio di Lennon possa, haimè, ancora oggi essere di aiuto ai nostri attuali governanti.

Documentario in CGI realizzato dalla BBC sugli effetti della bomba atomica sganciata su Hiroshima.
Sebbene il documentario assume il tono della fiction piuttosto che di un resoconto storico dell’accaduto, è bene tenere a mente che essere dalla parte dei vincitori fa dimenticare i propri crimini.
Per ricordare.

Dopo essere stato in Palestina, dove ha realizzato nove “opere” sulla parte palestinese del muro recentemente costruito da Israele, e dopo aver falsificato copie dell’album di Paris Hilton nei negozi di musica, Banksy è approdato a Los Angeles con i suoi graffiti che rappresentano spesso animali come topi e scimmie, poliziotti e anziani.
Banksy nelle sue rappresentazioni è un artista politicamente impegnato e denso di ironia, infatti le sue “prodezze” hanno spesso suscitato scalpore e sono state identificate come atti di vandalismo, ha persino sconvolto gli animalisti dopo aver dipinto, come a Los Angeles, direttamente sui corpi degli animali.
Bene, le ragioni per cui amo questo artista sono proprio queste: la sua capacità di sconvolgere, la sua creatività tagliente, la sua capacità di cogliere le gravi contraddizioni della nostra società e l’irriverenza nei confronti di quelle istituzioni che dietro ai loro sofismi nascondono solo il desiderio di conservare lo status quo, senza critiche reali a problemi come guerra, inquinamento, povertà e diritti civili.
Ecco una lunga carrellata di sue opere su Flickr.
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