Dopo le “pressioni” di Obama per far entrare la Turchia nell’unione europea, ecco come, Mustafa Topaloğlu, cantante turco canta il suo tributo al presidente americano.
Non sono riuscito a trovare una traduzione del testo di questo swing, ma a giudicare dal genere musicale e dal video si intende che probabilmente in Turchia è ancora ben vivo il sogno americano.
Obama era stato “bacchettato” da Sarkozy e Merkel alla vigilia del suo viaggio ad Ankara, per aver spinto affinchè l’entrata della Turchia nell’Unione Europea avvenga al più presto come segnale ai Paesi musulmani.
È probabile che oltre al problema del flusso dei cittadini turchi (questa ufficialmente la posizione dei due capi di stato) abbia un peso la richiesta del Parito Popolare Europeo di inserire nella Costituzione per l’Europa un richiamo diretto alle radici cristiane dell’Europa (io direi pagane piuttosto) soprattutto in chiave elettorale, essendo alle porte le elezioni europee di giugno appunto.
E’ uscito il nuovo album di Daniele Luttazzi, School is boring. Il popolare autore satirico alla sua seconda esperienza discografica dopo Money for dope, quasta volta è uscito con un album in vendita esclusivamente su Indiestore la casa discografica online indipendente. Well done Daniele!
“White & Nerdy” è il brano di Wierd Al che per la prima volta fa riferimento nelle sue lyrics a parole come HTML e MySpace, qualcuno ha pensato di farne il tema ufficiale del web2.0.
Pare sia un metodo vecchio ma funziona, se volete trovare MP3 senza usare programmi file sharing, sostituite nella stringa di ricerca in google “band” con la band di vostro interesse.
E’ l’ultima scommessa che vuole dimostrare il loro lato progressivo, la famosa band americana Pearl Jam ha appena rilasciato il video “Life Wasted,” sotto la Creative Commons license.
Steuer crede che questo sia il primo video musicale di una casa discografica ad uscire con una tale licenza. Ma in ogni caso, è un grande passo avanti per quelli che credono che i contenuti possano sia essere protetti che condivisi, qualcosa che le compagnie discografiche e le case di distribuzione cinematografiche normalmente faticano a credere.