Prima edizione di Poster4Tomorrow progetto internazionale di comunicazione sociale ideato dall’Associazione Culturale Good Design e dall’Associazione 4Tomorrow per la libertà di espressione con l’endorsement di Reporters Sans Frontières e Amnesty International /Italy
Si terranno mostre in 23 paesi nel mondo ed in Italia alla triennale di Milano:
Poster4Tomorrow
Designer Working 4 Freedom of Expression
Dal 10 Dicembre al 20 Dicembre 2009
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
Giovedì 10 Dicembre
Presentazione Poster4Tomorrow ore 18.00 (saletta Triennale Lab) Inaugurazione mostra ore 19.30





nov6

È morto stamattina a 87 anni Enzo Biagi, un testimone del novecento, vittima nel 2002 dell’ editto bulgaro dell’allora premier “conservatore” Silvio Berlusconi.
Uomo gentile ma mai docile, non si è chinato davanti al potere fino a rimetterci il posto.
Un post per ricordare un uomo libero, è un atto dovuto.
mar19
In too many countries, writing an article is equivalent to committing suicide.
In troppi paesi, scrivere un articolo equivale a suicidarsi.

Agency: DRAFTFCB
mar12
Wieden + Kennedy London Lancia oggi la sua prima campagna per il quotidiano britannico The Guardian .
La prima ad apparire dopo quasi un decennio, quella del giornale inglese, è una campagna che nella sua uscita iniziale vuole mettere in evidenza i valori sui quali si è fondato il quotidiano, attraverso l’uso del colore e del design.


mar10
Un invito a firmare l’appello di Repubblica , sulla liberazione di Daniele Mastrogiacomo, il giornalista italiano nelle mani dei talebani, in Afghanistan per scrivere di guerra, ed accusato dai talebani di essere una spia degli inglesi.
Update: invito a firmare anche l’altro appello, quello di Articolo 21 (grazie Giuseppe).
gen19
Proprio mentre sto cercando del materiale per una tesina che riguarda il giornalismo di guerra, apprendo che è stato assassinato Hrant Dink.
Ormai negli ultimi anni stiamo assistendo ad una escalation di attentati, omicidi e sequestri nei confronti di quelle voci scomode che non è più accettabile.
Nel caso di Dink, 53 anni, grosse responsabilità hanno anche le autorità turche le quali lo avevano condannato a sei mesi di prigione con la condizionale per “insulto all’identità nazionale turca”, pena poi sospesa, dopo aver sostenuto che il massacro degli armeni commesso sotto l’impero ottomano fu un genocidio.