Definito da Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace, un leader che si scioglie, a Berlusconi, è stata dedicata questa statua di ghiaccio ironicamente posta fianco delle statue dei grandi imperatori del passato nei Fori Imperiali a Roma.
Temo che la decisione di Berlusconi di partecipare ai lavori del vertice delle Nazioni Unite sul clima di Copenhagen, non sia affatto una buona notizia, considerate le sue posizioni sul nucleare e la riduzione delle emissioni.
Mai come per queste elezioni ho avuto tentazioni astensioniste, ma il padre di tutti diritti civili, il voto mi lancia un monito: un voto contro chi il voto non lo vorrebbe ma si adegua.
Non voterò PD per la forte componente cattolica e conservatrice al suo interno, quindi il mio voto andrà alla sinistra arcobaleno, per tutelare i diritti civili appunto, dentro al parlamento.
Immaginiamo qualcosa di grottesco usato per smascherare l’ipocrisia dei (pre)potenti, immaginiamo che questo venga proposto all’interno di un programma satirico di sabato sera, in tarda serata, su di una televisione italiana che si promuove come libera, ma che relega questo tipo di spettacoli in fasce orarie improponibili per un popolo come quello italiano, il quale in quelle stesse ore di ogni settimana, è preso nel becero festeggiare della propria agonia di civiltà (se mai popolo italiano -si possa affermare- sia mai esistito, nei termini di nazione moderna).
Questa è l’immagine reale di quanto accaduto una settimana fa, e cioè: un intero popolo era nelle pizzerie, i ristoranti, le discoteche, i locali notturni,i circoli pseudoculturali -dove si evade allegramente il fisco- a smaltire la fatica settimanale di essere italiani; mentre su la7 Daniele Luttazzi con una gag, che da ora in avanti resterà memorabile, affermava che un’orgia sado-maso di potere ha portato l’Italia -cioè il suo stesso paese dove vive e paga le tasse- a violare la propria costituzione per essere trascinato attraverso la menzogna in una guerra fondata solo su principi di natura economico/energetica con i soldi dei cittadini italiani, provocando migliaia di morti.
Un lampo di genio oserei dire, se non ci soffermasse alle apparenze, che questa stessa immagine renderebbe volgare, ma evidentemente per quelli di la7 gli italiani non sono in grado di comprendere che la satira (proposta in un contenitore satirico evidentemente) è un genere letterario ed artistico, ed ecco così che una metafora, che secondo me rivela il genio artistico di Luttazzi diventa l’ennesima scusa per sottrarre a quei pochi milioni di italiani che seguivano il programma, il gusto di avere -in un paese di circa 50 milioni di abitanti narcotizzati- un vero programma satirico.
Ed ora immaginiamo, da questa sera ancora una volta, un Italia senza Daniele Luttazzi e la sua satira, mentre quelle stesse persone che hanno censurato Daniele Luttazzi, continueranno a pisciare addosso, cagare in bocca e frustare Giuliano Ferrara in una vasca da bagno.
E questa è l’immagine reale di quanto continuerà ad accadere in Italia negli anni a venire.
E’ di poco fa la notizia che il Ministro Gentiloni ha presentato le linee guida per la nuova RAI, la novità più interessante sembra essere quella della creazione di una fondazione che tolga dalle mani del governo il servizio che rimane comunque pubblico.
Il nuovo assetto organizzativo per Viale Mazzini prevede la creazione di tre società distinte: una società che gestisce gli impianti della rete, una a prevalente finanziamento pubblico, una finanziata esclusivamente dalla pubblicità.
Secondo il Ministro questo garantirebbe autonomia dal governo, rappresenterebbe i cittadini-utenti, e difenderebbe l’indipendenza dai diversi poteri.
I dubbi che mi rimangono sono quelli legati alle nomine che rimangono in parte legate ai presidenti dei due rami del parlamento ed in parte vanno alle Regioni, organi accademici e sindacali. In questo modo non so se è possibile evitare il problema di poltrone assegnate in maniera clientelare, (mi auguro di si) tuttavia essendo solo delle linee guida non resta che aspettare il seguito di questa importante fase di riforma che riguarda la televisione italiana.
Ieri sera inspiegabilmente RAI International ha scelto di non trasmettere il faccia a faccia fra Berlusconi e Prodi.
Tutto ciò in una situazione in cui per la prima volta sono chiamati a votare anche gli italiani all’estero.
RAI International ha invece mandato in onda un servizio sulle cubiste, non so in che termini abbia affrrontato il tema la nostra cara TV di stato, ma gli elettori che risiedono all’estero sono stati “costretti” a vedere l’incontro in streaming sul sito di repubblica.
Ho riflettuto su questo e davvero trovo difficile darmi una spiegazione.